24-12-2015
Risposta alla lettera aperta di P. Jean-Michel Dunant
Caro fratello Jean-Michel,
grazie a Lei e alle sorelle e fratelli della Communion Bethanié per la lettera aperta pubblicata sul vostro blog. Ringrazio assieme al mio compagno Eduard, che amo. Mi permetta che Vi rispondo in italiano.
La Sua fu una lettera di vero spirito cristiano. Nella chiesa di Cristo, una tale lettera aspetterei di riceverla prima dalla Santa Sede guidata dal Papa Francesco. Aspetterei di riceverla dai miei superiori, ad esempio dal card. Ludwig Gerhard Muller, che non si era dimostrato il vero cristiano coraggioso e capace di cercare il dialogo con il fratello.
Il mio gesto del 3 ottobre 2015 fu la risposta alla paranoia anti-gay promossa da parte di chi governa la nostra chiesa, la quale non intende "sortir de l’impasse", non intende uscire da quel punto morto attorno all’omosessualità, il quale essa stessa ha prodotto e adesso rende sempre più odioso.
Caro fratello, nella Santa Sede ho partecipato nei processi di governo ecclesiale dell’inquisizione, marcati dalla chiusura mentale, incapaci di confrontarsi con le scienze, impauriti davanti a qualsiasi dialogo, ignoranti della vita delle persone omosessuali, paranoicamente omofobici. Ho imparato l’irrazionale paura per le minoranze omosessuali e l’odio, che paralizza e blocca il ragionamento e fa cresce l’indottrinamento pietrificato.
Il mio gesto fu la denuncia e la protesta a questa chiesa insensibile e governata in maniera che offende la dignità delle persone omosessuali, tra le quali anche la mia dignità. A questa opera di diabolica offesa ecclesiale ho detto: basta! Non mi sembra che si tratti solo di certe persone, che nella chiesa organizzano inferno per i gays o sono per noi pericolose. Si tratta di tutto un sistema di governo e di mentalità della chiesa cattolica, che sollecita e incita all’odio delle minoranze sessuali. Si tratta di una sorta di “peccato sociale” della chiesa nei confronti degli omosessuali. Con il proprio insegnamento contrario al sapere scientifico, la chiesa ed in particolare la Congregazione per la dottrina della fede, è l’agenzia di diffusione dell’odio e del disprezzo omofobico in nome di Dio.
Non si può offendere la natura e la dignità personale con un martellamento ideologico tipicamente cattolico: “le persone omosessuali non sono capaci di amare, ma sono solo maniaci sessuali etc. etc.” (parerebbe piuttosto che i preti e i vescovi cattolici hanno problemi con la capacità dell’amare). Sono grato al mio compagno Eduard, che mi ha aiutato negli ultimissimi tempi di liberarmi da questa paranoia che ho vissuto in Vaticano. Mi ha dato la forza a fare ciò che ero sicuro di dover fare anche prima di conoscerlo. Mi ha dato la forza di mettermi da parte della verità in nome della fedeltà a Gesù, che non è venuto a odiare.
Caro fratello Jean-Michel,
non sono io che lascio la chiesa! Io sono stato offeso, umiliato e mandato via, lasciato dalla chiesa... È la chiesa, con i suoi pastori, che ha lasciato me in maniera disumana, neanche cercando di parlare con me in quattro occhi. Mi ha lasciato come rifiuta migliaia di altre persone. Esattamente questa chiesa, governata dall’insensibilità dei farisei, ha bisogno di conversione.
Lei cita papa Francesco – la chiesa del papa Francesco non ha diritto di perdere più tempo e comportarsi come un’irrazionale dittatura nei confronti delle persone omosessuali. Sempre più indurita e sempre più irrazionale, mentre il mondo diventa sempre più umano nel riconoscimento di diritti umani delle persone omossessuali.
Non ho dubbi che, in quanto cattolici, abbiamo l’urgente dovere morale di richiamare il papa e chi con lui governa la chiesa a ravvedersi. Altrimenti siamo solo collaboratori di un pietrificato e disumano sistema e lo confondiamo con la fede e la carità di Gesù. Se crediamo nella responsabilità magisteriale del papa, in coerenza con l’ecclesiologia cattolica, dobbiamo prendere sul serio le colpe della chiesa cattolica attualmente accecata, che sta orchestrando l’odio omofobico in mezzo al mondo, perché ai suoi vertici si vieta qualsiasi discussione del sapere umano sull’omosessualità.
Caro fratello Jean-Michel,
Sicuro delle sue preghiere per me, anch’io prego per Lei. Confido che Lei saprà richiamare il papa e i pastori della chiesa a ravvedersi dalla vergognosa posizione sull’omosessualità.
Condivido con Lei il mio nuovo manifesto di liberazione gay in vista di un necessario e urgente ravvedimento della chiesa che nella sua persecuzione degli omosessuali opprime oggi il mistero della persona umana, creata da Dio Amore per l’amore, nessuno escluso (cfr cris-charamsa.blogspot.com).
Spero di poter leggere presto il suo libro che mi indicava e dialogare su di esso, se vorrà.
Buon natale del Signore Gesù per Lei e per tutta la comunità di Bethania. Mi auguro che la chiesa assieme al papa aprano gli occhi a tutte le famiglie umane, iniziando studi seri sull’identità e sulla dignità delle minoranze sessuali.
Krzysztof Charamsa
24.12.2015