06-02-2017
La mutilazione genitale femminile
Come ogni anno, il 6 febbraio è il giorno della lotta contro la mutilazione genitale femminile, che è una vera barbarie volta non solo a imporre il dolore attroce e togliere il piacere della vita sessuale, ma è sopratutto il modo per sottomettere le donne alla parte superiore dell'umanità, che sono gli uomini maschi. Si tratta della secolare vittoria del sadismo religioso e sociale, in cui le stesse vittime - le donne - collaborano.
La mia Chiesa cattolica solo l'anno scorso ha espresso un pensiero negativo circa la mutilazione genitale femminile (Amoris laetitia, 54), ma non ci siamo mai preoccupati di educare i credenti al rifiuto di simili violenze, che toccano l'umanità. Preferiamo sottacerle, mentre esse toccano a ciascuno di noi. Nella misura in cui una religione non condanna con sufficiente forza e non insegna ai suoi seguaci di rifiutare efficacemente qualsiasi oppressione, essa stessa si pone da parte dell'oppressore. In ogni donna violentata nella mutilazione genitale è la nostra umanità che viene mutilata e - paradossalmente - al contempo ridotta ai genitali. Dominando quei genitali si domina lei stessa - la persona della donna - ridotta a null'altro che una "cosa" riproduttiva. Lei deve solo servire all'uomo affinché lui possa riprodurre e dominare l'umanità. Tutto è sancito, giustificato e gestito dalla religione e da una cultura religiosa, che si riserva il diritto a dominarci attraverso la sessualità.
La barbarie religiosa della circoncisione maschile ha in fondo lo stesso scopo disumano di permettere alla religione di dominare il sesso. La circoncisione è il sigillo di questo dominio. Ma la schiavistica umiliazione delle donne obbligate alla circoncisione è qualcosa di così attroce che grida le vendetta a Dio. Senza la ripresa della dignità delle donne, non ricupereremmo mai la dignitià della nostra sessualità, schiavizzata e usata dalla religione e dalle culture e società partriarcali formate dalle relgioni. Non riprenderemo la dignità della nostra integrità, voluta da Dio e odiata da varie religioni.
Ascolta oggi il grido della donna, il grido dell'umanità...
La mia Chiesa cattolica solo l'anno scorso ha espresso un pensiero negativo circa la mutilazione genitale femminile (Amoris laetitia, 54), ma non ci siamo mai preoccupati di educare i credenti al rifiuto di simili violenze, che toccano l'umanità. Preferiamo sottacerle, mentre esse toccano a ciascuno di noi. Nella misura in cui una religione non condanna con sufficiente forza e non insegna ai suoi seguaci di rifiutare efficacemente qualsiasi oppressione, essa stessa si pone da parte dell'oppressore. In ogni donna violentata nella mutilazione genitale è la nostra umanità che viene mutilata e - paradossalmente - al contempo ridotta ai genitali. Dominando quei genitali si domina lei stessa - la persona della donna - ridotta a null'altro che una "cosa" riproduttiva. Lei deve solo servire all'uomo affinché lui possa riprodurre e dominare l'umanità. Tutto è sancito, giustificato e gestito dalla religione e da una cultura religiosa, che si riserva il diritto a dominarci attraverso la sessualità.
La barbarie religiosa della circoncisione maschile ha in fondo lo stesso scopo disumano di permettere alla religione di dominare il sesso. La circoncisione è il sigillo di questo dominio. Ma la schiavistica umiliazione delle donne obbligate alla circoncisione è qualcosa di così attroce che grida le vendetta a Dio. Senza la ripresa della dignità delle donne, non ricupereremmo mai la dignitià della nostra sessualità, schiavizzata e usata dalla religione e dalle culture e società partriarcali formate dalle relgioni. Non riprenderemo la dignità della nostra integrità, voluta da Dio e odiata da varie religioni.
Ascolta oggi il grido della donna, il grido dell'umanità...