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16-12-2015

Grazie signor Barragan per il suo disturbo

Il signor Barragan e il sito dove ha pubblicato l’intervista, con cui sperava di rispondere a me, non meritano risposta alcuna.

http://www.lafedequotidiana.it/il-cardinale-barragan-risponde-a-charamsa-i-sodomiti-non-entreranno-nel-regno-dei-cieli/

Ma questa volta mi sono permesso il divertimento di piccola considerazione indirizzata a quel signore. Lui capirà:

 

Grazie signor Barragan, classe 1933.

  1. Un sito cattolico italiano mi ha chiesto intervista, inviando per e-mail un questionario, a cui ho risposto puntualmente, rimandandone le risposte, senza guadare neanche chi era colui che mi domandava. Il giornalista presentandosi, sottolineava solo il fatto che lui era il sostenitore dell’indipendenza della Catalogna: fatto strano, perché tale sostegno contro l’unità di Spagna è l’atteggiamento imprudente, immorale e pertanto inaccettabile secondo la dottrina cattolica “autorevolmente” esposta (sic!) dalla Conferenza Episcopale Spagnola (Caro signor giornalista torna alla fede vera!).

Ricevute le mie risposte, non mi ha dato neanche il nostro italiano e quanto cattolico “gentile riscontro”, ma ha spezzato la mia intervista, pubblicandola in tre puntate, senza però chiedere il mio parere al riguardo e per di più perdendo per strada l’ultima domanda. Il testo integrale di tutte le domande e risposte ho pubblicato sul mio blog (cfr https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=5359687003077467744#editor/target=post;postID=1213712242037400963;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=4;src=postname).

Per di più, lo stesso giornalista sulle reti sociali commentava in modo sgradevole e offensivo le mie risposte, invece di esternare le sue obiezioni prima a me, che ero il suo interlocutore (per esempio in occasione del “gentile riscontro”, sfortunatamente mancato). Ma questo è il livello del giornalismo della dittatura cattolica, unica “oggettiva” e “non sottomessa alle scorrettezze del mondo diabolico”, e perciò anche unica “spregiudicata”, per usare le sue stesse parole.

  1. Oggi sulle pagine dello stesso sito di fede o fideista (non si sa), è arrivata finalmente l’autorevole risposta del signor Barragan, che – a rigore di dovuta presentazione – è uno dei signori che ricevono dal Papa Francesco ogni mese la somma assegnata ai cardinali di euro 5000, quale “piccolo sostegno economico”. Una sorta di “aiuto sociale” per i primi bisogni quotidiani, come quotidiana è la fede.

Mi sento in dovere di ringraziare vivamente il signor Barragan per il suo disturbo nel prendere la parola. Vista anche la sua età avanzata, mi onora ancora di più con il suo disturbo.

Particolarmente mi era piaciuta la sua “argomentazione teologica” del celibato, il quale non è obbligatorio in Oriente e neanche per i preti strappati dalla Chiesa anglicana, ma che il signor Barragan trova una “pratica giusta” e perciò è chiusa la discussione teologica su una norma imposta come obbligatoria per una parte del clero cattolico, ma priva di qualsiasi decisiva fondazione dottrinale e oggi svergognatamente aggirata dalla chiesa nel caso di preti sposati di altre confessioni cristiani che voglio rinforzare i nostri regimenti.

  1. Vorrei ringraziare il signor Barragan che – con il suo disturbo di prendere parola – ha tornato alla dottrina politicamente retta della Congregazione per la dottrina della fede, dove lui stesso, da presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale degli operatori sanitari, fu per vari anni indagato per le sue posizioni dottrinali e le correlate politiche finanziarie di associazioni di “buoni samaritani” e di altri “sodomiti”. Spero che il collega inviato dopo dalla Congregazione ad essere sottosegretario di quel consiglio e fare ordine con quei soldi e le sottostanti dottrine, ha fatto il suo dovere. Oggi sono contento che il signor Barragan ha tornato all’uso della ragione (ecclesiale) e così si guadagnerà quel regno dei cieli, di cui era privo per le annose illuminate indagini della CDF. Se il signor Barragan vuole capire di più quale è la sua posizione dottrinale in mezzo al tribunale dell’assurdità vaticana, potrà consultare gli archivi della CDF o aiutarsi da qualcuno da fuori, così saprà cosa deve confessare prima della presa di possesso del regno di cieli. Insomma, siamo felici che il signor Barragan ha tornato nella sua intervista al sano e irrazionale integrismo.
  1. Torno all’essenziale della sua esposizione, per cui si era disturbato in risposta al signor Charamsa. Mi sento in dovere di ringraziare il signor Barragan per le delucidazioni della dottrina cattolica circa coloro che lui e il sito sostenitore chiamano “sodomiti”. Non intendo discutere con il signor B. sulle divagazioni del catechismo sulla “tendenza omosessuale”, che si basano sul sapere scientifico di mezzo secolo fa, oggi ormai ampiamente sconfessato. Capisco che non aveva ancora tempo di informarsi adeguatamente sulle questioni di quali si vanta essere esperto cattolico. In questo ambito non si distacca dalla gregge.

Personalmente sono grato che il signor B. ha tornato alla vecchia nomenclatura di “sodomiti”, che la Congregazione per la dottrina della fede, con la perfida furbizia, ha abbandonato, proprio per convincere che non vuole più offendere le persone omosessuali con i soprannomi offensivi e al contempo evitare le necessarie discussioni sull’interpretazione tradizionale di Sodoma, sulla quale ormai non esiste alcun accordo tra i teologi seri e pensanti. Il signor B. finalmente ha confermato la verità cattolica con i nomi adeguati, senza furbesche sottigliezze dell’agenzia omofobica della CDF, che evita usare quel nome. Il signor B. dice senza giri di parole: “I sodomiti non entreranno nel Regno dei Cieli”.

Sono grato al signor B. che ha tornato a questa terminologia chiara e inequivocabile. Dovrebbe chiedere alla CDF di prendere nota e parlare anch’essa così chiaramente, come lui, delle persone omosessuali. In effetti, io preferisco sentire le tesi così ridicole e banali, finalmente libere di quei falsi “rispetti” promessi dai documenti della CDF: rispetti delle persone e della dignità del sapere teologico e scientifico. Credo che ci vuole in tutta la chiesa cattolica e il suo magistero della CDF questa nuova trasparenza linguistica promossa dal signor B.. La paura e l’odio omofobico, essenziali per la natura della chiesa cattolica, necessitano il ritorno all’abbandonata terminologia, sempre con lo sviluppo dottrinale offerto da un altro illuminato esponente della vera chiesa dell’odio, di nome Sarah, secondo cui i sodomiti e le specie affini sono come nazisti.

Al signor B. va il nostro ringraziamento, ma anche la richiesta di insistere sul Papa Francesco di correggere il catechismo affinché torni a usare finalmente il linguaggio adeguato di “perversi sodomiti”. Per il momento quel catechismo insegna cose altamente offensive alle persone omosessuali e alla verità del sano orientamento sessuale, ma le nasconde in maniera perversa nel linguaggio di così detto “rispetto” (rispetto – si intende – anche della ragione). Quando la chiesa tornerà a parlare dei “sodomiti”, almeno i contenuti corrotti saranno esposti senza equivoci con il loro vero nome cattolico. Come tutti i veri cattolici sanno, gli Ebrei sono perfidi, i sodomiti sono perversi.

Il signor B. mi permetta un ultima parola del cuore di sacerdote. Mi sorprende quando lei assegna ai soli sodomiti l’aggettivo “perverso”. Io, come sacerdote e teologo, penso che ogni peccato porta dentro di sé qualcosa di “perverso”, perché è contro Dio e contro la dignità dell’uomo da Dio creato. Una certa perversità sta in ogni disobbedienza a Dio. Per non cercare lontano, i farisei – non so se tutti erano sodomiti – ma sono sicuro che il loro peccato era anche “perverso”. O per darLe un altro esempio anche non lontano: supponiamo (supponiamo, dico!) che il prefetto dell’Inquisizione (la stessa che perseguiva i suoi peccati da presidente del PCPOS) risultasse assieme al monsignor amministratore dell’Inquisizione far parte di un sistema di ladri dei soldi dei processi, specialmente quando per molto tempo quel prefetto fu privo anche di quel “aiuto sociale” mensile destinato da papa Francesco ai signori vestiti in lunghe vesti rosse. Se succedesse tutto ciò e altro (impensabile di poter succedere), io chiamerei quel peccato anche “perverso” al massimo grado. Lo chiamerei anche il farisaico peccato sociale, nel caso risultasse che simili atteggiamenti riguardassero - come oscura regola - le altre farisaiche sfere della chiesa cattolica. Ma questo è solo un esempio di un ignobile ipotesi teologica di lavoro, tra quelle impensabili (fino alle pubblicazioni delle prove contrarie). Poi, come lei sa, meglio di me, i ladri nella nostra madre machista - chiesa cattolica - vengono sempre promossi e pure le persone omosessuali, se stanno cecamente nell’armadio e in pubblico rappresentano una sufficiente dose di odio omofobico, vengono promosse in nome di Dio. Solo chi rompe il codice del silenzio cattolico viene diffamato.

  1. Finisco, ribadendo il mio consiglio sacerdotale: lei, signor B., si informi sui suoi peccati negli archivi della CDF. Lo faccia magari in quell’anno di misericordia. Altrimenti il suo “Regno dei Cieli” sarà vuoto anche della sua persona e dovrà stare fuori con i suoi “sodomiti (nazisti)”. In realtà, il Regno dei Cieli è preparato per i discriminati, gli stigmatizzati e i marginalizzati – per usare le parole care al papa Francesco – per gli offesi senza ragione, gli odiati da un odio che blocca la capacità di ragionare.
  1. Caro signor Barragan, adelante! Coraggio! Aiuti a tornare la chiesa cattolica alla terminologia di “sodomiti”, che ben riflette l’essenza dell’omofobia cattolica, così almeno sappiamo quale sorta di paranoia irrazionale rappresenta l’attuale interlocutore ecclesiale con il suo magistero. Aiuti la chiesa affinché tutti i cattolici chiamino le persone omosessuali “sodomiti”, come lo hanno fatto per secoli e non si rifugino dietro più “rispettose” parole, che fanno credere alla gente che la chiesa rispetta le minoranze sessuale.

E buon Natale: il Signore Gesù, che ama tutti, nasce anche per lei, signor Barragan. Mi saluti tutti i sodomiti negli uffici vaticani. Dio la benedica!

don Krzysztof Charamsa

Barcellona, 16.12.2015